Era il 9 gennaio. Dalla finestra Bianca riuscì e vedere un pò di neve sugli alberi e per la strada, probabilmente quindi le temperature erano più basse di quelle del giorno prima e la cosa non le piaceva affatto. Sulla sedia della scrivania era poggiata quella che sarebbe stata la sua divisa scolastica. Era un abitino rosso scuro a maniche lunghe abbinato ad una giacca dello stesso colore. I bordi erano finemente ricamati in giallo così Anna aveva pensato di abbinare uno zainetto nello stesso colore. Invece del solito stemma della scuola ricamato sulla giacca lo stilista che aveva disegnato quelle divise che sembravano più dei vestiti da cocktail piuttosto che degli indumenti per studenti aveva pensato a delle bellissime spille decorate con pietre preziose che variavano tra il rosa, il rosso e il verde. Bianca più guardava quella divisa più era terrorizzata all'idea di quello che le aspettava, ma non avrebbe fatto vincere la sua codardia. Cominciava una nuova avventura.
Dall'aspetto il S. Maria non sembrava per niente una scuola, bensì un lussuoso palazzo reale attorno al quale sorgeva un ampissimo giardino del quale all'orizzonte non si scorgeva la fine. Il giorno prima, mentre Bianca sistemava i bagagli nella sua nuova casa a Milano, Anna aveva tentato di descriverle la nuova scuola, ma nulla avrebbe potuto prepararla a quello che aveva davanti gli occhi. L'Istituto Privato S. Maria disponeva di un asilo, una scuola materna, una scuola elementare, una scuola media, 5 indirizzi di studi superiori e 10 indirizzi di studi universitari, in più disponeva di numerose strutture sportive e ricreative quali una piscina olimpionica coperta ed una scoperta, campi di calcio, pallavolo, basket, tennis, un teatro, un maneggio, una pista di pattinaggio, e chi sa quali altre cose pur di compiacere i figli delle famiglie più ricche del paese e non solo. Guardandosi attorno Bianca si sentiva un pesce fuor d'acqua. Addosso agli altri studenti le divise non sembravano come la sua. Le ragazze completavano l'abbigliamento con accessori delle griffe più importanti, alcune nemmeno riusciva a riconoscerle. I capelli e il trucco erano tutti curati quasi fossero tutte uscite dal centro di bellezza, probabilmente alcune ne avevano una sorta a casa, si vedeva che erano tutti ricchi e quindi chi sa quanti camerieri giravano nelle loro lussuose case. Ma dov'erano i ragazzi che frequentavano quella scuola per concorso? Forse erano tutti intenti a mantenere una sorta di anonimato per tenere lontani i guai, cosa che pensava avrebbe fatto anche lei.
Dopo avere salutato Anna che andava verso le segreterie a prendere posto nella sua scrivania Bianca cominciò ad avviarsi verso gli edifici delle scuole superiori. Anche se i cartelli dicevano che le auto non potevano entrare nel parco dell'istituto molte entravano per lasciare gli studenti vicino agli edifici ed evitare loro di fare troppa strada a piedi. Gli studenti che già avevano la patente avevano invece a disposizione comodi parcheggi per le loro costosissime macchine. Per raggiungere gli edifici dai parcheggi molti utilizzavano delle navette che con una certa frequenza collegavano i punti più importanti della tenuta.
Più camminava su per il viale principale del parco e più era atterrita, così, dato che all'inizio delle lezioni mancava un'oretta, pensò di andare a guardare le piscine per ricordarsi il motivo principale per il quale si trovava a Milano.
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