domenica 11 dicembre 2011

L'arrivo a Milano

Le ultime 2 settimane di Bianca a Palermo prima della partenza per la nuova scuola volarono e senza rendersene conto era già a Milano, nell'enorme aeroporto di una città a lei sconosciuta, sola con i bagagli, ad aspettare una zia che non vedeva da circa 6 anni e della quale aveva solo un vago ricordo. Fuori pioveva, perchè aspettarsi il contrario? A Palermo aveva lasciato uno splendido sole e quando Lia aveva insistito nel rifarle il guardaroba di cappotti e vestiti caldi Bianca aveva protestato con molto scetticismo, ironico non è vero? Perchè pensare che tra Palermo e Milano ci fossero tante differenze anche nelle temperature? Sapeva che a nord faceva più freddo che a sud, ma non si aspettava di trovare 0 gradi! E una coppia in aereo diceva di avere trovato -2 gradi la settimana prima! -2 gradi !? Certamente scherzavano! Attorno a lei tutti camminavano a passo veloce verso le scale che portavano alla metropolitana, Bianca era l'unica persona ferma in tutto la sala. Guardando meglio quelle persone la trafisse un'immensa tristezza, portavano la testa china e sembravano non avere espressione in volto, erano distanti, probabilmente persi nei loro pensieri. Ad un tratto l'attenzione di Bianca venne attratta dal saltellare allegro di una signora bassina che si avvicinava conbattendo con la fiumana di persone che andava nel senso opposto. Doveva essere la zia Anna.

Anna e Lia erano sorelle, ma non si assomigliavano per niente. Anna non era nè alta nè snella, bensì bassina e paffuta, non che la cosa la rendesse brutta: la gioia e la sicurezza che esprimeva nei movimenti riusciva a renderla solare in volto e a dissipare ogni dubbio sul suo aspetto.

"Scusa il ritardo Bianca! - disse Anna non appena riuscì a raggiungere la nipote - Sono stata trattenuta a lavoro più del dovuto!"

"Tranquilla zia, - chiarì Bianca - non mi hai fatto aspettare poi così tanto!"

"Qui a Milano se non sei puntuale sei un'incivile."

"Nessuno considera la possibilità dei contrattempi?"

"Ritengono che se l'organizzazione è perfetta non esistono contattempi."

"Non tutto è programmabile."

"Noi due lo sappiamo, - commentò ridacchiando Anna - loro no"

Presi i bagagli Anna e Bianca uscirono dalla sala principale dell'aereoporto e si avviarono per prendere la macchina.

Durante il tragitto per raggiungere la città Anna tentò di intavolare un'allegra chiacchierata con la nipote riguardante Lia e Francesco e come fosse cambiata Palermo negli ultimi anni, ma Bianca nelle risposte era poco attenta.

"Che succede piccola?" Chiese Anna preoccupata

"Scusa Anna, - disse Bianca mentre fissava la strada fuori dal finestrino - in questo momento sono solo molto confusa e chiacchierare non mi aiuta"

"Nuova città, nuovi casa, nuova scuola ..."

"Casa tua è vicina al S.Maria?" Chiese Bianca dando voce ad una delle innumerevoli domande che affollavano la sua giovane testa.

"Casa NOSTRA" La corresse Anna.

"Dammi il tempo di abituarmi" Chiese Bianca tentando un sorriso.

"Purtroppo il nostro appartamento non è molto vicino al S. Maria, - chiarì Anna - ma il bello di Milano è che grazie ai mezzi pubblici le distanze sono molto relative. Sono solo 6 fermate di metropolitana più 4 di tram e un piccolo tratto a piedi."

"Non ci sono fermate davanti al S. Maria?" Chiese Bianca curiosa.

"Il preside non ha mai ritenuto utile farne richiesta al comune."

"E come mai?"

"Gli studenti del S. Maria non sono studenti comuni! - disse Anna considerando strano che Bianca l'avesse chiesto - I giovani che non portano macchina dispongono di un autista che la porta per loro e i motori certamente non mancano!"

"Qualcosa mi dice che non stiamo parlando di macchine e motori da poco ... "

"Ferrari, Porsche, Lamborghini, Maserati, Bugatti, Honda, BMW, Kawasaki, Ducati ... "

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