martedì 6 dicembre 2011

Il grande annuncio: viaggio in vista

Bianca Cucchiara e Rosa Musso erano amiche fin da piccole, praticamente erano cresciute insieme poichè abitavano nello stesso palazzo, e la cosa era utile soprattutto poichè, nonostante la frequente assenza dei genitori di Bianca, in realtà Bianca non poteva ritenersi veramente sola. Francesco e Lia Cucchiara erano infermieri e da 10 anni facevano parte di un'associazione che organizzava missioni umanitarie in giro per il mondo, praticamente da quando la loro unica figlia aveva cominciato a frequentare la scuola. I viaggi dei signori Cucchiara duravano mediamente tra i 5 e i 10 mesi e durante la loro assenza Bianca poteva contare sull'appoggio di 4 fratelli, 2 genitori e una nonna: la famiglia Musso. Quando Bianca compì 8 anni Sara Musso, madre di Rosa, ebbe l'idea di rifare la stanza alla figlia e nel farlo aveva comprato un letto in più per potere ospitare anche Bianca quando i suoi genitori non c'erano, per Bianca quello fu un regalo assai gradito. A casa di Rosa, Bianca non si era mai sentita un'ospite, stava bene con questa sua seconda famiglia, ma i suoi veri genitori le mancavano pur sempre e da tempo aveva maturato l'ipotesi di partire anche lei con loro, in fin del conti condivideva lo spirito dei loro viaggi, appoggiava le politiche dell'associazione per la quale loro lavoravano, e sapeva che un giorno anche lei avrebbe svolto la stessa professione. Tornando a casa quel giorno aveva sperato davvero di potere convincere i genitori di fare come lei desiderava.

Per la prima volta dopo mesi i signori Cucchiara e la loro figliola sedicenne sedevano a tavola come una vera famiglia. Il pasto era stato tra i migliori che Bianca avesse mai assaggiato, probabilmente il merito era dovuto alle spezie che Lia aveva portato dell'Africa.

Lia e Francesco Cucchiara erano entrambi bellissimi, Bianca si era dimenticata quanto lo fossero. Entrambi alti, entrambi snelli, ma non troppo, entrambi aggraziati e pieni di energie in ogni movimento, entrambi dotati di un bel paio di occhi verde luminoso, l'unica differenza tra di loro stava nei colori dei capelli. Lia aveva i capelli rossi, lunghi e lisci, quando stava a Palermo usava portarli sciolti, ma Bianca sapeva dalle foto che in missioni tendeva a portarli raccolti in una folta coda di cavallo. Francesco aveva i capelli neri e ricci, usava portarli corti e certe volte si rasava la testa per nascondere la calvizie. Osservandoli Bianca riusciva a vedere poco di se, non riusciva a ritenersi bella come loro. Bianca aveva gli occhi verdi, ma non luminosi come loro, i suoi capelli erano rossi, ma non lisci come quelli della madre e nemmeno ricci come quelli del padre, erano mossi, così mossi da essere quasi ingestibili. Numerose volte si era chiesta come mai non riusciva ad avere la stessa grazia dei genitori, lo stesso portamento, si sentiva tremendamente impacciata, e poi il suo grande appetito non l'aveva mai aiutata a mantenere una forma smagliante, avrebbe ucciso per avere una linea come quella della madre.

"Perchè non mangi cara?" disse Lia  un pò preoccupata notando che Bianca non si abbuffava come faceva solitamente.

"Sto bene mamma! - dissimulò Bianca - Soltanto non sono abituata a queste pietanze così condite."

In realtà Bianca amava  molto la cucina originale della madre, le era mancata come tutto di lei, ma era troppo nervosa per mangiare, avrebbe rimesso tutto, il sospetto che i genitori le nascondevano qualcosa era un tormento.

Finito il lauto pasto Francesco si alzò da tavola con un'espressione solenne, Bianca sapeva che era arrivato il momento di un'importante annuncio e la cosa la spaventava. Tutto ad un tratto dopo ore di attesa avrebbe preferito non confrontarsi con la verità che i genitori le dovevano riguardo al loro insolito rientro.

"Sotto il tuo cuscino abbiamo nascosto un regalo che abbiamo portato dal villaggio che ci ha ospitati per questa missione - dichiarò Francesco - ma prima io e tua madre abbiamo un annuncio da fare."

Bianca aspettandosi il peggio sbiancò in viso e si volto verso la madre cercando conforto nel suo sorriso che arrivò quasi immediatamente, ma che non le diede comunque alcuna sicurezza.

"La signorina De Santis ci ha dato una promozione."

Ok: la bomba era stata lanciata!

"Ma è grandioso! - disse Bianca esagerando con l'entusiasmo per dissimulare il terrore che la notizia implicasse qualcosa di tremendo - E in cosa consiste esattamente l'idea che il vostro capo ha per promozione?"

"E' una posizione davvero rispettabile quella che ci è stata affidata! - chiarì Lia capendo la preoccupazione della figlia - Fin'ora nessun infermiere è arrivato a tanto!"

Il fatto che Lia parlasse in questi termini isospettì Bianca ancora di più, una posizione più o meno rispettabile a loro importava poco.

"Siamo stati scelti per fare da supervisori alla prossima missione! - dichiarò Francesco contenendo a stento la propria contentezza - Ti rendi conto? Noi due responsabili di una spedizione umanitaria che conta più di 40 volontari e dipendenti!"

"Il problema è che la missione durerà un pò più dei soliti 10 mesi." Si affrettò ad aggiungere Lia sperando in una calma reazione da parte di Bianca.

Bomba esplosa con successo!

"Ok! - disse Bianca giocando anche lei la carta dell'attacco a sorpresa - Quando partiamo?"

"Partiamo!?" Dissero in coro Francesco e Lia perplessi.

"Non vi aspetterete che io lasci che voi partiate per più di 10 mesi senza che io vi accompagni! - gridò arrabbiata Bianca - La famiglia Musso non potrà più ospitarmi tra poco, Rosa a fine anno comincerà a frequentare una scuola privata a Milano."

"Siamo stati informati da Sara a riguardo, - chiarì Lia - e proprio il S. Maria è la scuola dove lavora mia sorella Anna."

"Non dire quello che stai per dire! Ti prego!" Supplicò Bianca

"Andrai anche tu al S.Maria!"

"Ma il S. Maria è una scuola per ricchi o per cervelloni! Io non sono nè l'uno nè l'altro!"

"Anna dice che, se prometti di aiutarla nei lavori di segreteria, il Preside considererà la tua iscrizione"

"Quanti mesi?" Chiese Bianca sconsolata

"Non si tratta di mesi!" Cercò di chiarire Francesco.

"Per quanto tempo avete intenzione di mandarmi in esilio a Milano!" Gridò Bianca alzandosi dalla sedia.

"2 anni!" Affermò Lia sapendo che il colpo sarebbe stato duro per la sua cara figlia.

"Fino al diploma." Aggiunse Francesco

"E quando dovrò trasferirmi dalla zia Anna?" Chiese Bianca sedendosi attonita

"Fra due settimane io e tua madre dobbiamo tornare in Africa"

"Quindi sarò costretta a frequentare quella insulsa scuola per schifosi figli di papà senza nemmeno la compagnia della mia migliore amica per due mesi, - riflettè Bianca con un tono di voce appena percepibile - sempre che Rosa superi l'esame d'ammissione per la borsa di studio."

"Sono certa che Rosa supererà l'esame con successo!" Chiarì Lia

"Non ci stò comunque" Dichiarò fermamente Bianca alzandosi dalla sedia e correnndo in camera sua.

Nessuno tentò di rincorrere Bianca, tutti sapevano che era meglio lasciarla sola quando piangeva, odiava farsi vedere vulnerabile. Una volta in camera, Bianca chiuse la porta con un fragoroso calcio e si gettò sul letto piena di lacrime. Non appena abbracciò il cuscino trovò una catena con il ciondolo in ebano, era bellissimo, ma il rancore che Bianca sentiva in cuore la spinse a gettarlo a terra e a continuare a piangere fino ad addormentarsi.

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